C’era una volta, nell’antico Giappone, una volpe che propose ad un tanuki di fare una gara. Questa consisteva nel trasformarsi in qualcuno o qualcosa e dimostrare di essere il migliore a padroneggiare tale potere. La volpe, sicura di se, si propose di iniziare per prima, poichè pensava di dare una bella lezione al pacioso tanuki.
Lasciato sul posto lo sfidante, iniziò a correre ed infine si fermò sul ciglio di una strada e si trasformò in una statuetta di Jizō. Il tanuki che lentamente aveva provato ad inseguirla si ritrovò da solo in mezzo a quella stessa strada. Guarda di qua e guarda di là scorse infine la volpe-statuetta: credendo che fosse veramente un Jizō, gli offrì uno degli onigiri del suo pranzo. Iniziò poi a pregare e chiuse gli occhi.
Quando li riaprì l’onigiri era sparito. Stupito ne offrì un altro ed un altro ancora, ma la sorte fu sempre la stessa, fino a quando notò una metà dell’onigiri rimasta nella mano del Jizō. “Cos’è questa storia?” sbraitò e tirò la mano della statuetta che si ritrasformò nella volpe, la quale si inchinò, con un sorriso beffardo, dicendo: “Prego adesso è il tuo turno”
“Bene, bene” disse il tanuki con un guizzo che gli balenava negli occhi. “Ascolta bene cara volpe, mi trasformerò nel corteo di un ricco signore e passerò per questa stessa strada domani verso mezzogiorno. Fai ben attenzione a non mancare all’appuntamento per questa trasformazione grandiosa”. Salutò così la volpe e se ne andò.
Il giorno dopo la volpe, sicura della vittoria, si alzò presto, si trasformò in un umano e si portò sulla stessa strada del giorno prima ad aspettare, scettica sul fatto che lo sfidante sarebbe passato, tantomeno che riuscisse a trasformarsi in un intero corteo. Verso mezzogiorno però sentì in lontananza il vociare ed i tamburi proprio di un corteo. Guardando meravigliata l’avvicinarsi della processione, si ritrasformò nella sua forma originale, iniziando a correre in mezzo alla strada per andare a complimentarsi con il tanuki, per quella strepitosa ed inaspettata trasformazione.
Purtroppo per lei però, non fece in tempo a gioire così tanto; si trattava infatti del vero corteo di un Daimyō. Non ci sono, molti dettagli sul finale di questa storia, ma si dice che la volpe non fece in tempo nemmeno ad aprire bocca per congratularsi che già la sua testa rotolava sul ciglio della strada.
Fonti consultate: il libro delle Fiabe giapponesi